{"id":3990,"date":"2015-08-11T18:00:26","date_gmt":"2015-08-11T16:00:26","guid":{"rendered":"http:\/\/pro2.unibz.it\/projects\/blogs\/pedagogiaearchitettura\/?p=3990"},"modified":"2015-08-11T18:02:28","modified_gmt":"2015-08-11T16:02:28","slug":"le-tecnologie-cambiano-la-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pedarch.unibz.it\/?p=3990","title":{"rendered":"Le tecnologie cambiano la scuola?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/pro2.unibz.it\/projects\/blogs\/pedagogiaearchitettura\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/image-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  wp-image-3991 size-thumbnail alignnone\" src=\"http:\/\/pro2.unibz.it\/projects\/blogs\/pedagogiaearchitettura\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/image-1-300x225.jpeg\" alt=\"image 1\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/pedarch.unibz.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/image-1-300x225.jpeg 300w, https:\/\/pedarch.unibz.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/image-1-620x465.jpeg 620w, https:\/\/pedarch.unibz.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/image-1-800x600.jpeg 800w, https:\/\/pedarch.unibz.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/image-1-1680x1260.jpeg 1680w, https:\/\/pedarch.unibz.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/image-1-1176x882.jpeg 1176w, https:\/\/pedarch.unibz.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/image-1-840x630.jpeg 840w, https:\/\/pedarch.unibz.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/image-1-588x441.jpeg 588w, https:\/\/pedarch.unibz.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/image-1-505x379.jpeg 505w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Non pochi studi (Bertolini, 1999; Ferri, 2008; Arato e Geuna, 2009) fanno notare come il potenziale di attrazione dei media digitali (dalla televisione a Internet) sia un elemento fondamentale nei giovani per lo sviluppo delle competenze di alfabetizzazione. Le immagini, la grafica e i suoni stanno sostituendo o affiancando prepotentemente la lettura e la scrittura come mezzo di trasmissione di informazioni. Per queste ragioni l\u2019intero sistema scolastico si sta interrogando sulle modalit\u00e0 pi\u00f9 adeguate per accompagnare gli studenti a sviluppare nuove abilit\u00e0 di alfabetizzazione, che consistono innanzitutto in una buona capacit\u00e0 di analisi critica per destreggiarsi tra il flusso caotico delle informazioni, spesso fuorviante (Felini, 2004).<\/p>\n<p>L\u00b4impiego delle nuove tecnologie nella didattica \u00e8 ormai fondamentale per agevolare la riuscita scolastica degli alunni, per potenziarne l\u00b4apprendimento con tecniche e strategie innovative e per fornire adeguate competenze attraverso l\u00b4uso di strumenti tipici del loro tempo. La loro introduzione nella scuola non pu\u00f2 che cambiarne il <em>setting didattico e fisico-spaziale<\/em> e comporta una nuova riflessione sul concetto e sulla missione della scuola. Per questo le domande guida dello studio sono state le seguenti: le tecnologie cambiano la didattica a scuola? Come la trasformano? Ci si sta muovendo verso nuovi modi di insegnare e apprendere? Qual \u00e8 il ruolo dell\u2019insegnante quando insegna con \u2013 attraverso \u2013 su le tecnologie digitali? Cambia l\u2019organizzazione degli spazi? C\u2019\u00e8 bisogno di ambienti diversi da quelli attuali ora che sono cos\u00ec presenti le tecnologie?<\/p>\n<p>Quando \u00a0le tecnologie entrano a scuola, l\u2019insegnante si trova a dover assumere un nuovo ruolo: oltre a offrire un adeguato supporto tecnico, preoccupandosi del \u2018corretto funzionamento del sistema\u2019, ha la responsabilit\u00e0 di garantire un vero e proprio sostegno pedagogico e intellettuale per organizzare e sviluppare \u201cgli argomenti che saranno oggetto di discussione o di attivit\u00e0\u201d, \u201cintervenendo sulle procedure e sull\u2019organizzazione\u201d ed offrendo un supporto sociale, allo scopo di mantenere \u201cun clima di fiducia reciproca all\u2019interno dei gruppi di discussione o collaborativi\u201d (Rotta e Ranieri, 2005, p.89-90).<\/p>\n<p>L\u2019insegnante di oggi s\u2019interroga molto sul suo ruolo educativo e su come si deve porre davanti \u201ca un proliferare di new media che ibridano i vecchi caratterizzandosi per il crescente tasso d\u2019interattivit\u00e0 e per la prevalenza di interfacce che prediligono lo schermo e l\u2019immagine\u201d. Certamente si trasforma, riconsidera il suo ruolo, proprio a partire da una nuova definizione delle sue metodologie. Leggere il mercato digitale e giungere a una sua profonda comprensione, \u00e8 un passaggio essenziale, che porta alla messa in discussione dei meccanismi utilizzati per insegnare (Ardizzone e Rivoltella, 2008, p.233).<\/p>\n<p>\u00c8 necessaria l\u2019acquisizione di una media literacy, ovvero di abilit\u00e0 e competenze acquisite attraverso una <em>didattica <\/em>in cui alle discipline si affiancano i mass media (tv, stampa, radio, ecc.) i multimedia e Internet. Il docente esplora le potenzialit\u00e0 che si legano all\u2019impiego del computer e di software didattici a sistema aperto, ovvero poco strutturati e pensati per sviluppare la creativit\u00e0 (in genere sono programmi per creare animazioni multimediali o per disegnare), cerca le occasioni per categorizzare, discutere e tematizzare i contenuti e il formato delle pagine web dedicate a specifici temi, propone un\u2019analisi partecipata dei portali che piacciono ai bambini, delle applicazioni di giochi scaricate dall\u2019Ipad, dei videogames giocati sulle consolle. Insegnare per il domani significa includere sempre di pi\u00f9 i media in un processo dialogico-educativo in cui alla diade del processo di insegnamento-apprendimento si aggiunge in maniera prepotente il momento generativo dell\u2019alunno, che con la sua competenza accoglie, struttura, elabora, inventa e crea cultura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non pochi studi (Bertolini, 1999; Ferri, 2008; Arato e Geuna, 2009) fanno notare come il potenziale di attrazione dei media digitali (dalla televisione a Internet) sia un elemento fondamentale nei giovani per lo sviluppo delle competenze di alfabetizzazione. 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