{"id":3925,"date":"2014-06-17T13:02:32","date_gmt":"2014-06-17T11:02:32","guid":{"rendered":"http:\/\/pro2.unibz.it\/projects\/blogs\/pedagogiaearchitettura\/?p=3925"},"modified":"2015-06-17T13:11:55","modified_gmt":"2015-06-17T11:11:55","slug":"sollecitazioni-da-amburgo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pedarch.unibz.it\/?p=3925","title":{"rendered":"SOLLECITAZIONI DA AMBURGO"},"content":{"rendered":"<p>Concluso il viaggio, steso il resoconto, cosa rimane, cosa conviene tenere fermo e considerare all&#8217;interno della riflessione sull&#8217;architettura pedagogica?<\/p>\n<p>1. FUORI DALL&#8217;AULA: L&#8217;APPRENDIMENTO \u00c8 OVUNQUE Superamento dell&#8217;aula come luogo privilegiato per l&#8217;apprendimento e valorizzazione-ampliamento-arredo delle zone di transito, delle corti, degli spazi comuni come luoghi per svolgere una didattica di gruppo e laboratoriale. In questo senso si considera sempre di pi\u00f9\u00a0spazio esterno, intorno all&#8217;edificio scolastico, \u00a0come laboratorio all&#8217;aperto, \u00a0parte della vita della comunit\u00e0 e quindi parte della vita della scuola e occasione di apprendimento.<\/p>\n<p>2. ONE DAY ONE BUILDING: SCUOLE COME CASE DELLA CULTURA\u00a0Le scuole, case dell&#8217;apprendimento, dovrebbero divenire centri multiculturali aperti a soggetti di tutte le et\u00e0. Centri civici, sociali, culturali. La scuola come casa dell&#8217;apprendimento \u00e8 il luogo dove soggiornare, dove perdere tempo, luogo accogliente dove ci sono attivit\u00e0 e proposte per tutte le et\u00e0. Genitori che vanno e trovano supporto per i loro piccoli mentre frequentano un corso, o mentre vanno a fare commissioni in citt\u00e0.\u00a0 Ambiente stimolante per bambini e ragazzi, luogo di incontri formali e informali, caff\u00e8 culturale, luogo dove tornare per leggere o fare un corso serale\u2026.La scuola diventa quindi casa dell\u2019apprendimento, ma anche centro sportivo, centro culturale, ufficio per gli adulti. Per questo si cercano arredi che siano tra il formale e l\u2019informale per la movimentazione dello spazio aula, diverse soluzioni per le separazioni visive e acustiche negli ambienti di studio e lavoro, modalit\u00e0 per modificare a seconda del bisogno la grandezza delle aule,\u00a0 idee per\u00a0l\u2019attivazione delle aree esterne come ambienti di apprendimento, sino alle ipotesi di impiego didattico delle pareti e dei pavimenti.<\/p>\n<p>3. BIDELLI: NUOVI EDUCATORI DI STRADA Se si immagina una nuova didattica dentro e fuori dall&#8217;aula, una scuola polifunzionale, centro civico con utenti diversi, bisogni diversi, modalit\u00e0 di frequentazione diversi, \u00a0la figura del bidello\/custode diventa molto importante. Oltre ad essere un tecnico preparato, che conosce bene i sofisticati sistemi elettronici che fanno funzionare l&#8217;edificio, deve essere una persona che condivide la filosofia che sottende una scelta pedagogico-didattica basata sull&#8217;apertura, sulla condivisione, e sulla plurifunzionalit\u00e0 degli spazi. Sono i custodi, infatti, coloro che sorvegliano e guidano, che offrono indicazioni e supporto, che curano l&#8217;ambiente e organizzano gli spazi. Da figure ausiliarie, si configurano oggi come i nuovi educatori di strada, i nuovi angeli custodi delle case della cultura e dell&#8217;apprendimento. Sono loro i nuovi esperti, che si mescolano all&#8217;utenza sempre pi\u00f9 diversificata, conoscendone differenze e specificit\u00e0, utili accompagnatori per le vie della cultura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Concluso il viaggio, steso il resoconto, cosa rimane, cosa conviene tenere fermo e considerare all&#8217;interno della riflessione sull&#8217;architettura pedagogica? 1. FUORI DALL&#8217;AULA: L&#8217;APPRENDIMENTO \u00c8 OVUNQUE Superamento dell&#8217;aula come luogo privilegiato per l&#8217;apprendimento e valorizzazione-ampliamento-arredo delle zone di transito, delle corti, degli spazi comuni come luoghi per svolgere una didattica di gruppo e laboratoriale. 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