{"id":3920,"date":"2014-05-17T12:56:46","date_gmt":"2014-05-17T10:56:46","guid":{"rendered":"http:\/\/pro2.unibz.it\/projects\/blogs\/pedagogiaearchitettura\/?p=3920"},"modified":"2015-06-17T13:11:47","modified_gmt":"2015-06-17T11:11:47","slug":"schulbaumesse-resoconto-dal-convegno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pedarch.unibz.it\/?p=3920","title":{"rendered":"Schulbaumesse: RESOCONTO DAL CONVEGNO"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.schulbau-messe.de\/de\/magazin\/vorschau.php\"><strong>Schulbaumesse AMBURGO 4-5 Giugno 2013 <\/strong><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 4 e 5 Giugno 2013 si \u00e8 tenuta ad Amburgo la prima fiera sull\u2019edilizia scolastica promossa da L\u2019editore Cubus Medien Verlag di Amburgo, l\u2019ufficio Edilizia scolastica di Amburgo e la Danimarca. Si \u00e8 tratta di un progetto per creare una piattaforma di comunicazione tra architetti, progettisti, imprese di costruzioni, committenti, e figure direttive delle istituzioni, tutta concentrata sull\u2019edilizia scolastica. La citt\u00e0 di Amburgo si appresta, infatti ad investire, fino al 2019, 2 miliardi di Euro per la costruzione, ristrutturazione e ampliamento delle sue scuole. Per prepararsi a questo importante investimento si confronta con l\u2019esperienza dei Paesi confinanti ed in particolare con quello danese, che nei risultati PISA ha ottenuto eccellenti risultati. Alla fiera si accompagna anche la nascita di una rivista \u201c<em>Schulbau \u2013 Magazin f\u00fcr Bildungsbau<\/em>\u201d che intende proseguire nella tematizzazione degli argomenti di edilizia scolastica.<\/p>\n<p>All\u2019interno della fiera \u00e8 stato organizzato un convegno in cui si sono confrontati gli architetti amburghesi, con le loro esperienze progettuali e le loro ultime scuole neocostruite, con gli architetti danesi, che hanno a loro volta descritto il loro percorso progettuale e le loro esperienze del campo dell\u2019edilizia scolastica. Le riflessioni sono interessanti e prespicaci, impregnate di pensiero pedagogico, pur essendo manifesta un\u2019assenza imbarazzante dal mondo della scuola, della didattica e della pedagogia sul podio delle discussioni.<\/p>\n<p>Il discorso tocca i temi cari a chi dibatte di pedagogia e architettura, ma non si spinge molto oltre, segnalando talvolta riflessioni ancora troppo autoreferenziali.<\/p>\n<p><strong>L\u2019esperienza amburghese<\/strong><\/p>\n<p>Nel comune di Amburgo ci sono pi\u00f9 di 400 scuole e si sta pensando a come cambiarle. Lo stanziamento di 2 miliardi di Euro per la loro ristrutturazione, ampliamento, neocostruzione impegna il comune nella ricerca di soluzioni che possano essere durevoli, ecologiche e che sostengano anche il miglioramento della qualit\u00e0 dell\u2019apprendimento.<\/p>\n<p><strong><em>Arch. Dirk Landwehr<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Nella presentazione della Grundschule Klein Flottberker Weg di Amburgo si \u00e8 concentrato sui seguenti aspetti:<\/p>\n<ul>\n<li>Ampliamento delle zone di transito<\/li>\n<li>\u00a0Differenziazione nei colori tra aule gruppo e aule normali<\/li>\n<li>Scuola che pone molto l&#8217;attenzione sull&#8217;areazione, con semafori che segnalano quando l&#8217;aria non \u00e9 pi\u00f9 buona.<\/li>\n<li>Aula docenti con tavoli con geometria arrotondata e curviforme e con cucina a vista.<\/li>\n<li>Verifica sul l&#8217;utilizzo delle zone di transito e di incontro informale.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;idea di proporre zone di lavoro esterne all&#8217;aula sono dell&#8217;architetto, solo successivamente sono state condivise insieme agli insegnanti e alla dirigente.<\/p>\n<p>Le trasparenze visive, presenti in molte parti dell\u2019edificio non sono niente di nuovo non c&#8217;\u00e8 niente di originale in esse, sia nelle vetrate per le aule gruppo sia nelle vetrate verso i corridoi, rappresentano qualcosa che nel suo personale immaginario e nelle memorie scolastiche di bambino erano gi\u00e0 presenti&#8230;<\/p>\n<p>Alla domanda se per costruire scuole ci vuole una certa esperienza l\u2019architetto risponde: \u201cL\u2019edificio scolastico \u00e9 qualcosa che riguarda sia gli architetti esperti che i pi\u00f9 giovani. \u00c9 qualcosa di cui tutti abbiamo fatto esperienza sulla nostra pelle e se uno \u00e9 bravo pu\u00f2 avere successo nel progettarne una interessante, sia se ha esperienza sia se non ce l&#8217;ha.\u201d<\/p>\n<p><strong><em>Arch. Ingrid Spengler<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Le case della formazione sono pi\u00f9 di una scuola. Luoghi di incontro, laboratorio di cultura dove si possono incontrare persone di et\u00e0 diverse, con competenze e conoscenze diverse e con qualit\u00e0 plurali.<\/p>\n<p>Come devono essere costruite le nuove scuole?<\/p>\n<ol>\n<li>Attenzione alle nuove modalit\u00e0 didattiche: laboratoriali e centrate sul soggetto<\/li>\n<li>Valorizzazione degli alunni attrverso zone libere e un&#8217;organizzazione flessibile dell&#8217;ambiente<\/li>\n<li>Robustezza, sostenibilit\u00e0,<\/li>\n<li>Impiego plurale e multifunzionale<\/li>\n<\/ol>\n<p>Presenta la Hafencityschule Hamburg: edificio ibrido con scuola, mensa, centro sportivo, appartamenti per abitazioni private, cortile della scuola sul tetto, aula magna utilizzabile anche dalla cittadinanza.<\/p>\n<p>Nei diversi concorsi hanno proposto sempre il concetto delle aule come \u201c case dell&#8217;apprendimento\u201d intervallate e interfacciate con la zona comune di incontro con luoghi per l&#8217;apprendimento libero e informale.<\/p>\n<p>L\u2019architetto sollecita l\u2019attenzione sui seguenti aspetti su cui tenere alta l\u2019attenzione e rafforzare gli impegni:<\/p>\n<p><em>Entrata e spazi comuni &#8211;<\/em> Riflessione pi\u00f9 mirata sulle zone di entrata e sulle zone comuni e valutazione dell&#8217;Ipotesi di lavorare sui paesaggi di apprendimento flessibili attraverso il rimpicciolimento delle aule e l&#8217;ingrandimento delle zone libere. Attenzione alle pareti mobili: spesso non vengono utilizzate e sono molto costose. Possono esserci altre soluzioni?<\/p>\n<p><em>La figura del custode &#8211;<\/em> Un altro importante aspetto da non sottovalutre se si vuole procedere verso ambienti aperti e condivisi, tecnologici ed attrezzati. Adesso deve essere una figura tecnica molto preparata a gestire tutte le tecnologie. La concezione del custode o bidello deve essere nuovamente ridefinita, da educatore di strada delle zone informali, a organizzatore degli ambienti a esperto di tecnica e tecnologia&#8230;.<\/p>\n<p><em>La scuola come edificio ibrido &#8211;<\/em> Plurifunzionalita degli ambienti di apprendimento questo dovrebbe essere sempre pi\u00f9 stimolato al fine di fare della scuola un cuore pulsante della comunit\u00e0 sociale. Naturalmente gli ambienti aperti alla cittadinanza devono esse accessibili anche separatamente.<\/p>\n<p><em>Nuove location &#8211;<\/em> perch\u00e9 non pensare alle vecchie fabbriche come location per le scuole, come involucri molto aperti per organizzare lo spazio scolastico?<\/p>\n<p><em>Scuole come case della cultura<\/em> &#8211; Le scuole, case dell&#8217;apprendimento, dovrebbero divenire centri multiculturali aperti a soggetti di tutte le et\u00e0. La scuola come casa dell&#8217;apprendimento \u00e8 il luogo dove soggiornare, dove perdere tempo, luogo accogliente dove ci sono attivit\u00e0 e proposte per tutte le et\u00e0. Genitori che vanno e trovano supporto per i loro piccoli mentre frequentano un corso, o mentre vanno a fare commissioni in citt\u00e0. Ambiente stimolante per bambini e ragazzi, luogo di incontri formali e informali, caff\u00e8 culturale, luogo dove tornare per leggere o fare un corso serale\u2026.<\/p>\n<p>Problema della sicurezza per l&#8217;impiego anche da esterni? Beh, si deve lavorare sul ruolo del custode che deve diventare pi\u00f9 importante e preparato. \u00c9 lui che segue e controlla.<\/p>\n<p><em>Architettura scolastica che fa cultura<\/em> &#8211; Importante valorizzare il compito dell\u2019architetto e la qualit\u00e0 del proprio lavoro come colui che consegna un edificio perch\u00e9 tenga nel tempo, perch\u00e9 parli a diverse generazioni di persone, perch\u00e9 sostanzi la struttura che accoglier\u00e0 il futuro della cultura.<\/p>\n<p>Gli edifici per l&#8217;apprendimento dovrebbero mantenere un proprio carattere e offrire qualit\u00e0 culturali all&#8217;ambiente, ricordando che anche l\u2019architettura insegna ed \u00e9 il terzo educatore, come indicato da diversi pedagogisti, tra cui Malaguzzi-<\/p>\n<p><em>La committenza<\/em> \u2013 \u00c8 fondamentale avere il benestare consapevole dei committenti e ci\u00f2 talvolta pu\u00f9 avvenire sono portando esempi, facendosi accompagnare nelle visite alle scuole per capire. Si tratta di fare investimenti per il futuro e bisogna conoscere con i propri occhi, capire vivendo e osservando esempi di eccellenze altrui.<\/p>\n<p><strong>L\u2019esperienza danese<\/strong><\/p>\n<p>Copenaghen si sta sviluppando in modo molto consistente, la scuola presentata ha un collegamento forte con l&#8217;acqua, che rappresenta un elemento importante per la cittadinanza.<\/p>\n<p><strong><em>Arch. Torben Juul<\/em><\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;architetto ha presentato l\u2019ampliamento della scuola primaria di Copenaghen \u201cPileg\u00e4rdskolen\u201d e sostiene che \u00e9 importante offrire la diversit\u00e0 degli spazi. Ha raccontato che l&#8217;ampiezza delle classi \u00e9 stata ridotta a vantaggio degli spazi aperti, esterni e adiacenti all\u2019aula.<\/p>\n<p>Il lavoro per arrivare a concludere sulle scelte se spazi aperti o se classi \u00e9 durato almeno un anno nel processo progettuale. Gli interlocutori sono stati per lo pi\u00f9 i committenti. In realt\u00e0 la proposta \u00e8 stata sollecitata anche dalla modalit\u00e0 di lavoro nella scuola danese, secondo la quale l\u2019insegnante ormai assume sempre di pi\u00f9 la funzione di un coach, o di un accompagnatore, tutor dell\u2019apprendimento di alunni che si organizzano a coppie o in gruppi e che lavorano in autonomia, con diversi materiali e con le tecnologie.<\/p>\n<p>Le aule, che ospitano fino a 23 bambini, non sono pi\u00f9 adeguate per una didattica di gruppo e laboratoriale. Per questo la progettazione spinge in direzione di rendere funzionale lo spazio a questa esigenza connaturata all\u2019organizzazione della didattica.<\/p>\n<p>Gli spazi chiusi sono pi\u00f9 connessi con quelli aperti e grandi. Mentre quelli grandi sono molto diversificati in modo da garantire nicchie di lavoro e di raccoglimento, per ritirarsi e concentrarsi.<\/p>\n<p>Si discute molto sulla diversificazione degli spazi adiacenti alla classe tradizionale. La sua esperienza gli ha dimostrato che in media si pu\u00f2 sempre aggiungere fino al 15 per cento del corridoio alle zone condivise, per le attivit\u00e0 fuori dall\u2019aula.<\/p>\n<p>Nel processo progettuale l\u2019architetto si interfaccia prevalentemente con la committenza. Tuttavia l\u2019architetto racconta di diversi incontri dove hanno partecipato rappresentanti del comune e i cittadini ma anche studenti e insegnanti. Li fanno in modo ricorrente e ciclico per chiedere il consenso a tutti i partecipanti. Utilizzano per questo moltissimo i modelli 3D per evitare che ci siano fraintendimenti e per avere una comune piattaforma visiva.<\/p>\n<p><strong><em>Arch. Lars lindenberg<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Sta costruendo l\u2019innovativa Sydhavnsskolen di Kopenhagen con uno spazio esterno molto ampio e variegato a stretto contatto con l\u2019acqua, concepita anch\u2019essa come parte della vita della comunit\u00e0 e quindi come parte della vita della scuola e occasione di apprendimento.<\/p>\n<p>Programmare l&#8217;idea e lo sviluppo della scuola significa confrontarsi con valori di base e con obiettivi programmatici che guidano l&#8217;architetto.<\/p>\n<p>La scuola \u00e8 un centro sociale, punto di incontro.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario un serio confronto su valori, idee e obiettivi della scuola.<\/p>\n<p>Poi compito dell&#8217;architetto \u00e8 quello di presentare proposte anche un po&#8217; azzardate, per aprire le menti, per trasformare in spazi le idee. Per questo l&#8217;architetto ha anche il compito di presentare progetti futuristici o comunque molto avanti. Cercare la visione pedagogica \u00e8 importante ma allo stesso tempo dare una visione architettonica \u00e8 anche fondamentale.<\/p>\n<p><strong><em>Arch. Gitte Andersen<\/em><\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 responsabile dello studio SIGNAL di Kopenhagen che si sta specializzando nel campo della consulenza sull\u2019edilizia scolastica. Ha come interlocutori tutti i soggetti della progettazione.<\/p>\n<p>Per offrire servizi al mondo dell\u2019architettura e della scuola lo studio sta svolgendo una serie di<\/p>\n<p>focus groups, in accordo anche con le istituzioni danesi in cui riuniscono committenti, insegnanti e dirigenti, architetti e ingegneri che hanno esperienza nella progettazione di scuole per sviluppare un know how in merito e per garantire la ristrutturazione di scuole con grande qualit\u00e0. La qualit\u00e0, infatti, si rileva nell&#8217;esperienza.<\/p>\n<p>Per la ristrutturazione di scuole l\u2019approccio dello studio SIGNAL usano molto il concetto della <em>ristrutturazione mentale<\/em>,\u00a0\u00a0che \u00e8 fondamentale per ripensare la scuola esistente e per cambiare l&#8217;esistente.<\/p>\n<p>La scuola danese sta cambiando, nel 2013 si stanno facendo accordi perch\u00e9 gli insegnanti trascorrano pi\u00f9 tempo a scuola anche per preparare le lezioni.<\/p>\n<p>La scuola diventa quindi un luogo di lavoro a tempo pieno, luogo da vivere e da abitare.<\/p>\n<p>Si riflette su come includere i pi\u00f9 deboli in classe e come sostenerli, e su come affontare la sfida della dispersione scolastica, che comunque anche in Danimarca arriva al 20%.<\/p>\n<p>Tra le iniziative figurano una serie di studi per verificare quali spazi sono effettivamente utilizzati e quali no nelle scuole danesi e quali cambiamenti si possono attivare a partire da questi dati. Altre rilevazioni verificano che i bisogni degli studenti, degli insegnanti e del personale amministrativo sono pressoch\u00e8 gli stessi. A partire da queste evidenze si studiano proposte architettoniche, di interni, di arredi , per sviluppare nuovi concetti relativi all\u2019aula docenti, pi\u00f9 connessi e ibridati con le sale riunioni, le aule gruppo, con gli spazi connettivi, di passaggio, le zone ristoro o caffetteria.<\/p>\n<p>Si offrono proposte per immaginare una scuola attiva tutto il giorno per persone con esigenze e compiti diversi, in tempi e modi diversi. Diversi utenti negli stessi ambienti, diversi bisogni neli diversi momenti della giornata. La scuola diventa \u201cone day one building\u201d adatta a utenze plurime lungo l\u2019arco di tutta la giornata.<\/p>\n<p>La scuola diventa quindi casa dell\u2019apprendimento, ma anche centro sportivo, centro culturale, ufficio per gli adulti, impiegando soluzioni che lo studio sta archiviando e catalogando. Dalla ricerca di arredi che siano tra il formale e l\u2019informale per la movimentazione dello spazio aula, alle diverse soluzioni per le separazioni visive e acustiche negli ambienti di studio e lavoro, alle modalit\u00e0 per modificare a seconda del bisogno la grandezza delle aule, all\u2019attivazione delle aree esterne come ambienti di apprendimento, sino all\u2019impiego didattico delle pareti e dei pavimenti e alla promozione di una didattica laboratoriale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Schulbaumesse AMBURGO 4-5 Giugno 2013 &nbsp; Il 4 e 5 Giugno 2013 si \u00e8 tenuta ad Amburgo la prima fiera sull\u2019edilizia scolastica promossa da L\u2019editore Cubus Medien Verlag di Amburgo, l\u2019ufficio Edilizia scolastica di Amburgo e la Danimarca. 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