{"id":3702,"date":"2015-02-13T17:59:00","date_gmt":"2015-02-13T16:59:00","guid":{"rendered":"http:\/\/pro2.unibz.it\/projects\/blogs\/pedagogiaearchitettura\/?p=3702"},"modified":"2015-06-17T13:09:29","modified_gmt":"2015-06-17T11:09:29","slug":"mens-sana-in-corpore-sano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pedarch.unibz.it\/?p=3702","title":{"rendered":"Mens sana in corpore sano"},"content":{"rendered":"<p>Sto mettendo a punto un libricino che documenta la storia di una bellissima una scuola degli anni &#8217;60 che due anni fa \u00e8 stata abbattuta a Eores, una frazione montana di Bressanone (BZ).<br \/>\nIn dialogo con l&#8217;Arch. Zingerle che l\u2019ha costruita, figura di spicco per quegli anni, mi cattura questo suo pensiero: &#8220;Non c&#8217;\u00e8 cosa pi\u00f9 importante nella vita che la salute dei corpi e delle menti&#8221; cos\u00ec esordisce. &#8220;Non c&#8217;\u00e8 figura pi\u00f9 importante per l&#8217;uomo che il medico e l&#8217;educatore. Entrambi provvedono al nostro benessere e al nostro sano sviluppo. Di qui il ruolo dell&#8217;architetto, che indirettamente partecipa a questo progetto: \u00e8 colui che provvede al corpo fisico della scuola, colui che quindi ha la responsabilit\u00e0 civica e sociale per fare si che l&#8217;edificio sia in ordine, bello e sano abbastanza da ospitare-accogliere-informare e di certo anche interpretare l&#8217;educazione e la formazione.&#8221;<br \/>\nIn questo senso si pu\u00f2 iniziare a ragionare sul concetto di scuola come corpo. Che corpo ha la scuola? Di cosa \u00e8 fatto? Come parla il corpo della scuola, se con questo intendiamo tutto ci\u00f2 che accoglie, organizza, struttura, inquadra e informa l\u00b9azione didattica? Il corpo della scuola \u00e8 fatto di architetture, quindi di muri e di finestre, di aule, androni e corridoi, di ambienti comuni e luoghi per le attivit\u00e0 specifiche, spazi interni ed esterni, volumi che si distribuiscono nel contesto urbano. \u00c8 fatto di materiali e colori, di arredi e suppellettili, di oggetti pi\u00f9 o meno didattici. La fisicit\u00e0 della scuola non \u00e8 un dettaglio, \u00e8 il corpo che lei indossa. Come scrive Umberto Galimberti (1987) \u00e8 il corpo che d\u00e0 abito (luogo) e che \u00e8, al tempo stesso abitato.<br \/>\nLa scuola si riconosce dunque come corpo: corpo che si ha, corpo che si \u00e8, corpo che racconta di abitudini e di stili di vita, di qualit\u00e0 e di impegni. Il corpo abitato di Galimberti, la zona di confine tra ci\u00f2 che rappresenta il noi della scuola e ci\u00f2 che va oltre. Un corpo dunque fatto di mattoni, di scelte architettoniche, di materiali, di arredi, di oggetti e suppellettili, che tutti quanti segnano le tracce di un discorso pedagogico-didattico di sicuro impatto, per quanto implicito possa essere.<br \/>\nUn dato da non trascurare e su cui vale la pena di impegnarsi tutti: architetti, ingegneri, designer, dirigenti insegnanti, amministratori. Ciascuno con le proprie competenze e resposabilit\u00e0 ma comunque protesi a dare alle scuole corpi e menti nuovi, sani e belli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sto mettendo a punto un libricino che documenta la storia di una bellissima una scuola degli anni &#8217;60 che due anni fa \u00e8 stata abbattuta a Eores, una frazione montana di Bressanone (BZ). In dialogo con l&#8217;Arch. 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